Associazione O.N.L.U.S.

L'Oasi di Torretta

Centro Socio-Sanitario


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VITA SOCIALE

Il livello di integrazione sociale delle persone disabili può essere individuato attraverso la valutazione del grado di partecipazione attiva acquisita nella vita quotidiana.

La partecipazione sociale è, infatti, il risultato di un lungo e complesso processo durante il quale la persona disabile sperimenta se stessa, sviluppa la propria identità ed autostima, forma il proprio carattere. Questo processo si svolge all'interno di due diversi contesti: quello delle relazioni primarie, familiari ed amicali, e quello delle relazioni secondarie che si creano nella scuola, nel mondo e nello svolgimento di attività nel tempo libero. Sostenere e promuovere la partecipazione sociale delle persone disabili significa offrire loro le stesse opportunità di contribuire alla vita sociale che sono offerte al resto della popolazione.

Una misura del coinvolgimento diretto del disabile in alcune attività della vita quotidiana viene fornita dall'utilizzo che la persona disabile e non disabile fa di alcuni servizi presenti sul territorio come: uffici anagrafici, ASL, uffici postali, banche. 

Solo il 25,8% dei disabili di 14 anni e più si è servito, negli ultimi 12 mesi, di un ufficio anagrafico per certificati, documenti o altro, contro il 43,4% delle persone non disabili; le differenze rimangono significative anche per quanto riguarda il recarsi all'ufficio postale (53,7% dei disabili di 14 anni e più contro il 72,4% dei non disabili di 14 anni e più) ed in banca (il 37,8% dei disabili di 14 anni e più contro il 62,3% dei non disabili sempre di 14 anni e più).

La situazione è leggermente capovolta nel momento in cui ci si reca in un' ASL per prenotare una visita, un'analisi o per pratiche amministrative. In questo caso, infatti, la percentuale di disabili di 14 anni e più, che si è recato presso un' ASL, è ovviamente superiore rispetto alla percentuale calcolata sui non disabili: rispettivamente 50,9% contro il 41,0%. L'ovvietà è data dal fatto che o per motivi di certificazione dell'handicap o per necessità più frequenti di monitoraggio del proprio stato di salute, la persona disabile entra più facilmente e frequentemente in contatto con l'azienda sanitaria locale di appartenenza.

Il grado di partecipazione di una persona alla vita sociale, può essere misurato anche attraverso la frequenza con la quale si aggiorna sulla situazione socio economica e politica della società in cui vive.

Le persone disabili sembrano informarsi meno rispetto a quelle non disabili; tale differenza tende ad aumentare in modo proporzionale all'età, aumento forse dovuto ad una minore scolarizzazione delle persone disabili nelle fasce di età più anziane. Si passa, infatti, da una differenza a favore sempre dei non disabili del 13,3% nella fascia di età 6-44 anni ad una del 17,1% sempre a favore dei non disabili nelle fasce di età più anziane (65 anni e più). La differenza percentuale tra i due universi, passa ad un valore pari a 22,1% nel momento in cui si vanno ad analizzare le persone di 18 anni e più che ascoltano la radio (il 43,7% dei disabili contro il 65,8% dei non disabili).

Importante per l'integrazione sociale è anche la pratica di attività sportive sia a livello agonistico che amatoriale. Per quanto riguarda la pratica sportiva agonistica, si nota come il numero dei tesserati alla Federazione Italiana Sport Disabili aumenta del 20,4% tra il 1989 ed il 1997. 

L’analisi della partecipazione sociale delle persone disabili offre, quindi, l'occasione per conoscere i bisogni non soddisfatti e per avviare strategie positive di intervento a favore di una più equa ed ampia offerta di beni e servizi.

Le fonti dei dati sono:

  • la Rilevazione sull'attività sportiva della Federazione Italiana Sport Disabili (FISD, 1989-1999) per i dati relativi all'attività sportiva federale;
  • l'Indagine  "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" (ISTAT, 1999) per i dati relativi all'attività sportiva amatoriale;
  • l'Indagine "Aspetti della vita quotidiana" (ISTAT, 1999) per i dati relativi alle attività sociali, le attività della vita quotidiana, l'informazione e il tempo libero (per tutte le classi di età);
  • l'Indagine "Famiglia e soggetti sociali" (ISTAT, 1998) per la sezione relativa al tempo libero (giovani e adolescenti).