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Associazione O.N.L.U.S.L'Oasi di TorrettaCentro Socio-Sanitario |
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STIMA DEL NUMERO DI DISABILI
La
principale fonte di dati utilizzata per stimare il numero di disabili presenti
in Italia è l'indagine
ISTAT sulle condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari.
Essa è però parziale, e va quindi integrata per giungere a una stima
complessiva.
In base alle stime [1] ottenute dall’indagine sulla salute e il ricorso ai servizi sanitari, emerge che in Italia le persone disabili sono 2milioni 615mila, pari al 5% circa della popolazione di 6 anni e più che vive in famiglia.
Nell'indagine
sulla salute non sono compresi i bambini fino a 5 anni, poiché le batterie di
quesiti utilizzate per la rilevazione della disabilità [2]
non sono adatte per queste età. È già pianificato di effettuare studi e
analisi dettagliate per giungere a una quantificazione dei disabili in questa
fascia d'età. Al momento possiamo però tentare delle stime, seppur grossolane.
Nella scuola elementare la percentuale di certificazioni scolastiche è stata
pari all'1,86% nel 2000, mentre le certificazioni presso la scuola materna hanno
riguardato lo 0,88% dei bambini iscritti. Non essendoci obbligo di frequenza
della scuola materna, possiamo ipotizzare che 0,88% sia una sottostima del reale
numero di disabili. Studi specifici
[3]
portano a una stima di prevalenza alla nascita di disabilità pari all'1%.
Dobbiamo chiaramente attenderci che questo valore aumenti all'aumentare dell'età,
poiché alla nascita molte disabilità non sono diagnosticabili. Se ipotizziamo
un trend lineare nell'aumento della prevalenza di disabilità da 0 a 6 anni, e
consideriamo come punto di partenza la prevalenza alla nascita dell'1% e di
arrivo la prevalenza a 6 anni dell'1,86%, complessivamente si stima un numero di
bambini disabili fra 0 e 5 anni pari a circa 43.600.
Per quanto riguarda la stima dei disabili che vivono in residence non in famiglia, i primi risultati provvisori della rilevazione sui presidi socio-assistenziali indica la presenza di 165.538 persone disabili o anziani non autosufficienti ospiti nei presidi socio-assistenziali.
Considerando
quindi i disabili in famiglia e i disabili nei presidi si giunge ad una stima
complessiva di poco più di 2 milioni 800mila disabili. E' bene chiarire ancora
che si tratta di stime, che presumibilmente proiettano verso il basso il reale
numero di disabili in Italia. Poiché infatti i disabili in famiglia vengono
rilevati tramite indagine campionaria col metodo dell'intervista (direttamente
al disabile o a un suo familiare), non si può escludere che vi sia una
sottostima, dipendente dal tipo di disabilità, dovuta alla mancata
dichiarazione della presenza di persone disabili in famiglia.
Passiamo
ora ad un'analisi più dettagliata dei risultati dell'indagine sulle condizioni
di salute, quindi con riferimento ai disabili di 6 anni e più che vivono in
famiglia
La
presenza di disabilità è ovviamente correlata all'età: tra le persone di 65
anni o più la quota di popolazione con disabilità è del 19,3%, e raggiunge il
47,7% (38,7% per gli uomini e 52% per le donne) tra le persone di 80 anni e più.
I tassi
di disabilità evidenziano una differenza di genere a svantaggio di quello
femminile: le donne rappresentano infatti il 66% delle persone disabili e gli
uomini solo il 34%, e in rapporto al totale della popolazione le donne hanno un
tasso di disabilità del 6,2%, mentre gli uomini del 3,4%. Anche la differenza di
genere è correlata all' età più anziane, infatti, più del 79% delle donne
disabili hanno 65 anni o più, mentre tra gli uomini tale percentuale scende al
66%. Tale fenomeno è determinato in buona parte dall’evoluzione demografica,
che ha causato un forte invecchiamento della popolazione, caratterizzato da una
crescita della speranza
di vita alla nascita
per tutta la popolazione, ma in misura maggiore per le donne.
Nell’analisi della distribuzione territoriale emerge un differenziale tra l’Italia settentrionale e quella meridionale ed insulare, In particolare si osserva un tasso di disabilità del 6% nell’Italia insulare e del 5,2% nell’Italia Meridionale, mentre tale tasso scende al 4,4% nell’Italia Nord-Orientale e al 4,3% nell’Italia Nord-Occidentale. Nell’Italia Centrale si ha un tasso di disabilità del 4,8%. La stessa struttura geografica si osserva per gli uomini e per le donne.
[1] A breve l'ISTAT renderà disponibile un volume relativo ai risultati dell'indagine 1999-2000 sulle condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari. I dati qui presentati sono delle anticipazioni di tale volume relativamente ai disabili.
[2]
La batteria di quesiti per la rilevazione della disabilità comprende le difficoltà
nelle funzioni della vita quotidiana, che riguardano l' assenza di autonomia
nello svolgimento delle essenziali attività quotidiane o di cura della persona,
quali mettersi a letto o sedersi da soli, vestirsi da soli, lavarsi o farsi il
bagno o la doccia da soli, mangiare da soli anche tagliando il cibo. E' evidente
che i bambini piccoli non sono autonomi in queste attività, ma non per questo
sono disabili.
[3] P. Facchin, A. Furlanetto, B. Buratto et al. (a cura di), Rapporto conclusivo sul progetto di ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità "Prevenzione dei fattori della salute materno-infantile: valutazione della prevalenza di invalidità infantile di origine sia congenita che acquisita", Padova, 1999.