Associazione O.N.L.U.S.

L'Oasi di Torretta

Centro Socio-Sanitario


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SALUTE E ASSISTENZA

Lo stato di salute è senza dubbio la dimensione che maggiormente differenzia la popolazione disabile da quella non disabile.
Esso può essere analizzato sia in termini generali, come percezione delle proprie condizioni di salute e, quindi, valutazione complessiva della propria qualità della vita, sia sotto il profilo epidemiologico, individuando le patologie prevalenti che caratterizzano le persone disabili.

La percezione soggettiva delle condizioni di salute rappresenta una sintesi di più fattori di natura medica, psicologica, sociale ed il “sentirsi bene” non implica necessariamente l’assenza di qualche eventuale disturbo o malattia.
Globalmente si può riscontrare una percentuale rilevante (53,5%) di persone disabili che percepiscono come cattivo il proprio stato di salute, mentre il 13,2% dichiara di stare bene o molto bene a fronte del 62% delle persone non disabili.
La presenza di disabilità influisce sensibilmente sulla percezione dello stato di salute con il crescere dell’età, ma questo è un aspetto che accomuna disabili e non disabili.

È invece rilevante il fatto che il divario fra disabili e non disabili sia maggiore nelle età più giovani, per le quali il problema dell’integrazione sociale è più pressante. Si rileva infatti una maggiore percezione del proprio cattivo stato di salute da parte dei disabili (fra i 15 e i 44 anni ben il 30% circa dei disabili afferma di stare male o molto male, contro l'1,5% circa dei non disabili).

La disabilità è fortemente associata a forme patologiche di tipo cronico-degenerativo: l’87% delle persone disabili risulta essere affetto da almeno una malattia cronica, contro il 47% delle persone di 6 anni e più senza disabilità. La maggiore prevalenza si riscontra anche a parità di età.

L’associazione tra presenza di patologie croniche e disabilità non è solo evidente nelle fasce anziane di popolazione, ma diventa molto significativa nelle fasce adulte. Le patologie di tipo degenerativo, in particolare quelle caratterizzate da fattori altamente invalidanti, una volta manifestate, possono comportare nel tempo una crescente limitazione dell’autonomia e la necessità di aiuto e di assistenza per compiere le fondamentali attività della vita quotidiana. Nelle fasce d’età più giovani, la presenza di patologie croniche associata a disabilità è frequentemente il risultato della complicazione di patologie ad esordio infantile, o è dovuta a condizioni invalidanti derivate da traumi o incidenti.

Tra le malattie croniche, con prevalenza maggiore tra le persone disabili, emergono le malattie di tipo cardiaco, l’asma, il diabete e diverse patologie muscoloscheletriche. Questi dati sono confortati anche da studi svolti negli Stati Uniti sui dati dell’indagine sulla salute nazionale, relativamente alle patologie croniche che causano limitazioni nello svolgimento delle attività della vita quotidiana.

Sono multicronici, colpiti cioè da due o più malattie croniche, 74 disabili su 100, contro il 28% dei non disabili di 6 anni e più. 

Le fonti dei dati sono: